Pensiero del giorno #3

Sono quasi due mesi che non scrivo un post su questo blog.
Purtroppo continuavo a scrivere, scrivere, scrivere e poi cancellavo tutto.
Sarà che ultimamente non mi piace molto quello che scrivo.
Sarà forse il blocco dello scrittore?
Ma io non sono una scrittrice.

Quindi sarà il caldo? Sarà che questo mondo man mano sta andando a puttane?!

Parliamoci chiaro, ultimamente mi fa schifo tutto.
Sono stufa di accendere la tv e sentir parlare di attentati.
Sono stufa di navigare su internet e trovare video di bambini sgozzati.

Sono stufa.

In questo periodo, anche approfittando dell’estate, sto ascoltando molta, tanta, musica.
È  il mio unico rimedio alla noia, alla rabbia.
Però non ascolto i “tormentoni” del momento, no. Non sono mai andata al passo coi tempi, ma anzi ascolto tanta musica jazz o i classici dagli Anni ’40 fino ai ’90.

Sono una ventenne della terza età.

Però oggi avevo voglia di pubblicare un post, giusto per ricordarvi e ricordarmi che ho questo blog. Un piccolo grande mondo che sto cercando di portare avanti.
Spesso mi capita di rileggere vecchi post ed è sempre un momento tragico, perché penso che avrei potuto scrivere meglio quella frase, omettere quell’altra.
Insomma, ci siamo capiti.

Tra l’altro oggi è l’anniversario di questo blog.
Quindi auguri a me e grazie a chi continua a leggermi.

Vi auguro una buona estate in attesa di qualche nuova idea.

 

Basta.

Le mie mattinate iniziano presto.
Questa è una delle tante, ma solo perché ci si è messa una zanzara che mi ronzava intorno.
Animalisti, non me ne volete, ma l’ho dovuta abbattere.
O me, o lei.

Torniamo seri.

È iniziata una delle settimane in cui si è sparso tanto sangue, innocente.
Sono stufa di accendere la tv e sentire “questo ha ucciso quella/quello ha ucciso quelli”.
BASTA.

Pochi giorni fa la notizia di quel pazzo che ha ucciso la giovanissima cantante Christina Grimmie, ad Orlando, proprio mentre firmava autografi.
Poco dopo, Orlando si sporca ancora di sangue.
Questa volta a rimetterci la vita sono 50 persone, nel locale notturno Pulse.
Ad opera di questo strazio c’è sempre il solito, un pazzo.

Un uomo che per la sua frustrazione sessuale ha deciso di prendere un’arma e sparare all’interno del locale, il tutto con un solo obiettivo: eliminare i gay.

“Eliminare i gay”, quanto mi ha fatto male questa frase.
E a farmi male ancor di più è stato l’abuso dovuto al termine “gay”.
Parliamoci chiaro, siamo nel 2016 ed è assurdo che c’è ancora chi si oppone se due persone si amano, indipendentemente dall’orientamento sessuale.
Che poi anche “orientamento sessuale” a me da fastidio, perché l’amore è di tutti.
E non importa se ti innamori di una persona del tuo stesso sesso, se è nero, se è cinese, se è musulmano.

La bellezza dell’amore è che tu non decidi MAI di chi innamorarti, quello è tutto merito del destino e perché no, delle coincidenze.

Spesso ho sentito storie di due persone che si sono (ri)incontrate dopo vent’anni e adesso vivono felicemente insieme.

Trovo assurdo che ci si debba focalizzare sui “gay” perché quel locale era “frequentato da gay”.
Sarà che sono io quella strana, ma parliamoci chiaro; questo è stato un caso unico.
L’uomo ha sparato perché LUI aveva un obiettivo preciso: fare fuori quella gente “gay” perché anni fa era stato “traumatizzato” da due persone “gay” a Miami perché si stavano baciando.
Cioè, È ASSURDO.

L’obiettivo era preciso, e questo è chiaro.
Però non si può fare di tutta l’erba un fascio.
Questo è stato un omicidio d’odio perché quel tale soggetto, a quanto pare, era frustrato perché non riusciva né ad avere una storia con una donna e né con un uomo.
E dalla frustrazione alla pazzia il passo è breve.
In più si è messo in mezzo anche il padre che a quanto pare risulta essere un estremista islamico e il danno è fatto.

Ma sono stufa di sentir parlare di “gay”, specie perché chi ha commesso quella strage frequentava “locali gay” ed era “gay”.

Questa strage non la vedo diversa da quella di Parigi.
La dinamica è la stessa: persone che passano una serata piacevole tra amici, fidanzati, compagni, lontani dallo stress quotidiano e un pazzo che all’improvviso decide di stroncare le loro vite.

Ciò che molti dimenticano però, è che in quel locale non c’erano “50 gay”, ma 50 persone.
Persone che lavoravano, che studiavano.
50 persone che sono state uccise brutalmente, e molti sono stati uccisi proprio per salvare chi in quel momento era con loro.
50 persone strappate dalla loro stessa vita.
50 persone che hanno lasciato 50 famiglie.
50 famiglie distrutte.
50 famiglie che piangono i loro 50 figli morti.

Noi non siamo Orlando, Parigi o Charlie.
Noi siamo umani.
Ma spesso questo ce lo dimentichiamo.

 

#RIPChristinaGrimmie

Seguivo Christina fin dai tempi delle cover su YouTube, poi per un po’ smisi di seguirla finché non la rividi a The Voice grazie alla presenza di quel gran figo di Adam Levine.
Sono distrutta, sconvolta, scioccata da ciò che le è accaduto.
Un fratello, un qualsiasi parente, non dovrebbe MAI assistere ad una morte così violenta di un loro caro.
I fan, e parlo dei veri fan, di quelli che dedicano tempo, corpo e anima ai loro idoli, non dovrebbero MAI assistere alla morte del proprio idolo, specie se è a due passi da loro, mentre ti sta facendo quell’autografo che tanto desideravi.
Smettetela di chiamare quel vigliacco “fan”, era semplicemente un pazzo.
Un assassino che ha strappato a tanti fan una voce così bella, così pulita, così giovane.
Un assassino che ha strappato a dei genitori una figlia così solare, così talentuosa.

Ti ricorderemo per sempre.

R.I.P. giovane angelo.

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Pensiero del giorno #2

Ultimamente leggo sempre più spesso post o tweet “ironici” che parlano di Gianluca Grignani.
Che tristezza.

Sono anni che sento parlare di “combattere per i propri diritti” e poi dagli stessi sento dire queste stupidaggini, è assurdo.
Perculare chi ha serie difficoltà con se stesso mi trasmette una forte rabbia.
Spesso cerco di farmi i fatti miei, ma non ci riesco.

Grignani è sì un personaggio pubblico, ma è pur sempre una persona. Come tutti.
Essere un personaggio pubblico non vuol dire essere “diverso”, certo loro possono avere la notorietà, ma restano pur sempre persona di fronte ai simili.

E mi fa rabbia sapere che probabilmente non c’è nessuno disposto ad aiutarlo.
Perché quando mi ritrovo a guardare un video di lui che gira per strada in accappatoio e completamente ubriaco, la mia unica domanda è “ma la famiglia dov’è?”.

Forse spesso è un bene avere una famiglia iperprotettiva, una famiglia che ti insegna subito qual’è il giusto e il sbagliato.
Certo, il più delle volte c’è chi i consigli della famiglia li fa entrare da un orecchio e uscire dall’altro perché tanto fare ciò che è sbagliato fa figo e quindi è giusto così. Per loro.

Quel video di Grignani mi ha fatto ricordare uno simile di Amy Winehouse, ai tempi, che gironzolava anch’essa ubriaca per una strada trafficata e fermava i passanti solo per chiedergli una sigaretta.

Più vedo certe scene e più ho paura per lui.

Perché nessuno lo aiuta ?
I fans dove sono ?
LA FAMIGLIA ?
GLI AMICI ?

Purtroppo non ce l’abbiamo fatta a salvare Amy perché i media erano troppo impegnati a prenderla in giro per i suoi comportamenti, e si sa che la maggior parte della gente si fa influenzare da ciò che dice la gente.

Basti pensare a quelli che credono che i servizi di quelli de Le Iene siano tutti veritieri.
Baggianate.

Non ce l’abbiamo fatta a salvare Amy, ma aiutiamo chi ha le sue stesse difficoltà.
Salviamo Gianluca, Mario, e Pincopallino…salviamo chi non riesce a combattere con il suo male maggiore: se stesso.

Stiamo vicini a queste persone, anche se loro non vogliono.
Salviamoli.
Salvateli.

Non lasciamogli permettere di buttare la loro vita all’aria.

 

 

Buona Pasqua !

Ahhh….quanto adoro la Pasqua !

In realtà adoro le feste in generale.
Ma non per il loro significato, ma per il cibo che mangiamo in abbondanza per poi pentirci nei giorni successivi.

Ma tutto sommato chi se ne frega.
La prova costume non è tanto lontana, ma neanche vicina.

E poi la mia carnagione bianca cadaverica odia il mare, il sole che brucia la pelle e la MIA pelle che ne soffre in continuazione.

Quindi me ne starò all’ombra, come al solito, e mi godo tutto il cibo che le feste ci offrono.

Oggi non ho molto da scrivere, tutto questo cibo ingerito da ieri ad ora mi appesantisce tantissimo e me fa venì la cecagna.

Quindi lascio parlare le immagini !

Auguri a tuttiiii !!!!

 

Ah, dimenticavo…qualche giorno fa ho visitato Napoli, la mia città, per mezza giornata.
E niente, ecco a voi una napoletana in versione turista cinese !

Tanti auguri a me !

Oggi compio 20 anni.
Tendenzialmente odio i compleanni.
Qualcuno dice che questi sono gli anni migliori, ma chissà, forse sono io che ho tutto un altro modo per vederli.

Mi chiedo a come sarò fra vent’anni.
Chissà se avrò realizzato alcuni sogni.
Se ce l’avrò fatta a fare quel viaggio che tanto sogno di fare.
Chissà se avrò una famiglia.
Un marito che mi aspetta a casa.

Chissà se avrò smesso di essere acida e stronza come molti dicono.
Chissà se ce l’avrò fatta a scrivere un libro.
Forse sì, ma non avrò avuto il coraggio di pubblicarlo.

Se avessi un modo per poter parlare con la me del futuro, le direi di continuare ad essere quella che sono.
Acida e stronza per molti, dolce e sensibile per chi invece riesce a vedermi oltre il mio muro.

Oggi ho deciso di non fare feste o altro, voglio stare con quelle poche persone che da sempre mi stanno vicine, lontano dal baccano e da quelle solite feste che sono solo uno spreco di soldi per gente a cui non frega niente della festeggiata.

Ecco, sto tornando acida.

Oggi mi godo questo giorno.
In modo tranquillo, pacato.
Da domani, anzi, già da oggi, sono più grande di un anno.
Solo anagraficamente, purtroppo l’altezza è sempre quella.

Mi godo chi c’è, chi vorrei che fosse qui ma purtroppo è lontano, mi godo le persone che non ci sono più ma che sicuramente da lassù mi stanno guardando.
Penso a mio nonno che non c’è più.
Purtroppo con lui non ho festeggiato alcun compleanno, ma sicuramente c’è sempre stato e sempre ci sarà.
So che è banale dirlo, ma finché una persona continuerà ad essere presente nei nostri cuori, continuerà a vivere.

Oggi sono più grande di un anno, ho ancora tante cose da fare, ci sono ancora tanti sogni da realizzare.
Alcuni li ho lasciati da parte, altri continuano ancora a bussare in quel cassetto e a voler uscire.
Voglio credere in quei sogni.
In punta di piedi.

Oggi ho vent’anni, e voglio sorridere.
Nonostante tutto.

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Pensiero del giorno #1

Non ho scritto niente sulla morte di Umberto Eco perché personalmente non lo conoscevo, a parte qualche citazione su quei siti dove di solito la gente ci copia le frasi da pubblicare come descrizione dei loro ridicoli selfie.

Ultimamente mi imbatto spesso in articoli che annunciano l’uscita dell’ennesimo libro scritto da un demente del web.
Rabbrividisco sapendo che c’è gente che compra libri di chi a sento ha letto Topolino.

Non è Umberto Eco ad essere morto, è la cultura generale che sta man mano scemando a causa di tanta ignoranza.

E a me tutto ciò fa davvero paura.

Cara Italia…

Sì, Cara Italia…

Sono stufa dell’odio che governa questo Paese.
Sono stufa di sentir parlare male di questo Paese.
Sono stufa, soprattutto, di NOI italiani che parliamo male del NOSTRO Paese.

Non prego Dio, perché sì, ho ricevuto sia il battesimo e sia la comunione, ma ciò non fa di me una persona che crede in un bene superiore.
Io credo nel bene, sì.
Ma nel nostro.
Credo nelle persone VERE.
Di quelle che posso vedere, ascoltare, toccare.

E ciò rimanda al perché sto scrivendo questo post.
Un post, ma soprattutto un messaggio a chi lo leggerà, al MIO Paese.
Al Paese che tanto amo.
Sì, spesso lo odio.
Ma non odio il mio Paese, odio le persone che ne fanno parte di questo Paese.
Odio le persone che credono di poter gestire la vita altrui.
E ciò mi addolora.

Sono stufa di accendere la tv e sentir parlare di omosessuali che spezzano la loro vita perché derisi, maltrattati, odiati, discriminati, abbandonati.

Sono stufa di vederci fare la guerra l’uno con l’altro.

Per carità, dell’argomento so poco e niente.
Non capisco la politica, ma credo di conoscere le persone.

Sono una ragazza di quasi vent’anni che è stufa di sentir parlare di tutto ciò.

L’amore è una cosa che dovrebbe unirci, non dividerci.
Non dovrebbe indurre all’odio.
Alla discriminazione.
Alla violenza.
Alla vergogna.

Sì, perché spesso queste persone hanno paura di confessare ai propri genitori, alla propria famiglia, il loro amore verso un’altra persona.

Nel termine “amore” non ci sono indicazioni.
Non ci sono istruzioni.
L’amore induce all’amare un’altra persona.
Non importa se è dello stesso sesso, di un’altra nazionalità, di un’altro colore.
L’amore è libertà di scegliere chi amare.
La libertà di scegliere con chi trascorrere la propria vita.

La vergogna dovrebbero provarla chi invece ha una famiglia e sfascia tutto per un vizio, una cosa futile.
Chi paga per soddisfare i propri piaceri, anche se magari l’altra persona ha trent’anni in meno.
Quelli dovrebbero provare vergogna, non chi ama e basta.

Cara Italia,
sono stufa di sentir parlare di leggi, unioni civili e di persone che scendono in piazza per difendere i PROPRI DIRITTI.
In piazza dovrebbero scendere per farsi sorprese, serenate, per baciarsi liberamente alla luce del sole senza avere il timore di essere giudicati.

Sarà che sono del segno Pesci, e mi preoccupo più degli altri che di me stessa.
Ma, cara Italia, ti prego, SMETTIAMO DI FARCI LA GERRA.

Siamo un paese meraviglioso, col cibo più buono del mondo,
sono stufa di veder partire persone per sposarsi altrove perché tu non permetti loro di UNIRSI come persone normali.
Loro sono i tuoi figli, loro sognano, come tutti, di sposarsi nella LORO TERRA, NEL LORO PAESE.
Perché negargli tutto ciò ?
Chi sei tu, chi siamo noi, per giudicare gli altri ?
NESSUNO, e NESSUNO dovrebbe ostacolare un sentimento.

Le leggi dovrebbero servire ad altro, non a decidere con chi si deve andare a letto.

L’amore è amore,
e l’amore non deve essere ostacolato dall’odio.
L’odio non deve vincere, l’amore sì.

 

 

La società dell’ipocrisia.

Poco fa mi è capitato di leggere un post che mi ha fatto molto riflettere.
Spesso rimango entusiasta e sorpresa del progresso che l’uomo man mano sta facendo negli anni.
L’uomo è riuscito ad andare sulla Luna, a vivere nello Spazio.
Ma sulla Terra, invece, non facciamo altro che andare indietro.
E ad odiarci gli uni con gli altri.

Ok, ok. C’è sempre chi si sa distinguere, ma il problema non è per quei pochi che sanno distinguersi, ma nel resto della società che non fa altro che andare indietro piuttosto che avanti.

Nel 2016 si sente ancora parlare di guerre. Di odio. Di omofobia. Di ragazzini che tentano il suicidio perché probabilmente sono derisi, non ascoltati, ignorati.
Di persone che non trovano lavoro. Della fame nel mondo. Dei bambini che nel resto del mondo muoiono perché non hanno né cibo né cure. Genitori che ammazzano figli. Figli che ammazzano i genitori. E spesso anche per motivi banali.

Gente che ti considera senza dignità perché magari non hai finito le scuole per andare a lavorare e aiutare a casa.
Gente che ti giudica se non la pensi come loro.
Gente che ti giudica se magari non vesti alla moda, ma continui ad indossare i soliti vestiti che magari ti hanno regalato o magari perché indossi sempre le solite scarpe.
Gente che ti giudica perché magari non ascolti la loro stessa musica.
Gente che ti giudica sempre e comunque.

Il futuro è incerto, certo, ma da quello che stiamo vivendo d’oggi giorno, l’unica certezza è che l’unica cosa a migliorare e ad evolversi sarà SOLO la tecnologia.
Noi umani, e per la maggior parte, teste di cazzo, non faremo altro che distruggerci a vicenda.

Vabbe…magari qualcosa cambierà proprio perché, appunto, il futuro è incerto, ma la vedo dura. Proprio perché d’oggi giorno, la Terra è abitata da teste di cazzo.

Vi lascio il post che mi ha portato a scrivere questo breve (e ignorante) articolo, buona lettura:

Siamo la società in cui se sei su un autobus e ci sono due posti, uno isolato e uno affianco ad un’altra persona, ti metti in quello da solo, con due cuffie nelle orecchie. La società in cui contano di più i “Mi piace” su Facebook che le relazioni vere. La società in cui l’affetto che provi per una persona è dimostrato in base a come l’hai salvato in rubrica, o da quanti cuori mandi nei messaggi. La società in cui basta che uno sia diverso, anche solo nel più piccolo particolare, per essere attaccato e deriso. La società in cui più sei stronzo più sei figo. La società dei falsi moralisti, dei ruffiani, delle foto e delle amicizie-flash. La società che urla aiuto, ma si zittisce da sola con le proprie azioni. La società che discrimina quelli che non la pensano come te, e che poi ti ricorda che siamo tutti liberi. La società in cui se insulti sei il meglio. Quella delle bestemmie, delle false promesse, dei “Ti amo” lasciati al vento. Delle ragazze con 3 kg di trucco e di quelli che ti dicono che siamo belle anche così. Di chi cerca la ragazza seria e poi va con la prima troia che passa. Che ama per gioco, per noia. La società dei messaggi da far venire il diabete, tra persone che si vomitano le peggio cattiverie alle spalle. Delle doppie facce e dei lunatici. Dell’autolesionismo e dell’alcool. Dei tredicenni che fumano e dei sedicenni che muoiono per overdose. La società che ti dice di distinguerti dalla massa, e che ha individui tutti uguali. Dove parliamo tanto e agiamo poco. Dove la gente parla per dar fiato alla bocca, e non sa. La società che tutto sommato ignora la realtà. Siamo la società più avanzata, che sta arretrando sempre di più. La società che si dispera per uno schermo del cellulare rotto, e che quando distrugge il prossimo nemmeno se ne accorge. Che società di merda.

#2015

Ci siamo.
Ormai questo 2015 sta per concludersi.
Fa strano tirare le somme a fine anno.
C’è chi ne è soddisfatto, chi no.
Insomma, il classico.

Spesso è sempre difficile dire addio ad un anno per fare spazio ad uno nuovo.
C’è chi, come me, rimane legata ai ricordi e vorrebbe rivivere alcuni momenti all’infinito.
Ma ciò è sbagliato.

Se dovessi tirare le somme direi che questo è stato un anno fondamentalmente discreto.
Avrei voluto fare molto, invece mi sono lasciata andare e ho dedicato del tempo a me.
Per capirmi.
Per conoscermi.

Il periodo più brutto è stata l’estate.
Un continuo via vai tra scuola-casa-casa-scuola. Un inferno.
E pensare che io ho sempre disprezzato l’estate.
Quest’anno invece mi è mancata.
È proprio vero, apprezziamo una cosa solo quando non ce l’abbiamo.

Questo per me è stato l’anno del cambiamento.
Ho tagliato i sopraciglioni, ho cambiato stanza.
Insomma, mi sono rivoluzionata e forse finalmente mi sto godendo la mia età.

Sto imparando a distinguere gli amici tanto per, e gli amici veri.
Le persone che ti vogliono bene da quelle che fingono di volerti bene.
Le persone che voglio stare con te, da quelle che stanno con te solo per non stare sole.

Insomma, sto crescendo.
Nessuno sa se si sta crescendo in modo giusto o sbagliato, ma l’importante è crescere seguendo le proprie idee.

E io voglio iniziare a farlo.
Per troppo tempo mi sono dedicata agli altri, adesso voglio dedicarmi a me.
Dopo quasi 20 anni credo che sia anche il momento.

Purtroppo però i post da scrivere su questo blog sono sempre di meno, ma giuro che mi sto impegnando.
Fin da piccola scrivo, qualsiasi cosa, qualsiasi pensiero.
Forse ho paura di essere banale.
E quindi piuttosto che scrivere e non dire niente, preferisco scrivere, o meglio, pubblicare pochi post, ma almeno scrivere qualcosa di concreto. O almeno ci provo.

Dicevo, ormai manca poco alla conclusione di questo anno.
So che molti diranno “diciamo addio ad un anno di merda per iniziare un nuovo anno di merda”, io non lo dirò.
Perché magari è proprio sta frase a portare sfiga.

Io penso che siamo noi a costruirci gli anni, i giorni.
Certo, non è sempre facile perché la vita ci riserva sempre degli ostacoli.
Ma sta a noi affrontarli e superarli.
Dobbiamo avere paura sì, ma dobbiamo avere anche il coraggio di affrontare le cose.

Di sicuro un pensiero fisso va alle vittime dell’attentato a Parigi.
Loro non devono essere dimenticati.
Nessuno deve essere dimenticato.

Mai.

Cosa scrivere ancora ?
Ah, sì.

Quest’anno c’è una nuova novità che in realtà non è proprio una novità, ma per me sì. Insomma ci siamo capiti.

Finalmente, quest’anno, dopo ben quattro anni ho addobbato l’albero di Natale.
Ho cercato di ritrovare lo spirito natalizio che ormai ho perso completamente, ma ho cercato di godermi questi giorni di festa.
E riprendermi dall’influenza.

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Sì, tutto sommato, però, alla fine si torna sempre bambini a Natale.
Ah già…volete sapere cosa ho mangiato alla Vigilia ?

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Spaghetti con salmone, sì quello della Rio Mare, mentre gli altri si godevano quelli con le vongole.
Il tutto grazie alla mia allergia che mi permette di mangiare solo il tonno o, appunto, il salmone in scatola.

La gioia.

Che dire ancora ?
Felice anno nuovo a tutti e a presto con un nuovo post.