Le scimmie (nude) ballano.

Il Festival di Sanremo si è concluso ormai da giorni, ma è giusto che ancora se ne parli. Su internet, infatti, non si fa altro che parlare del significato “profondo” della canzone di Gabbani, Occidentali’s Karma. Premetto che di base è una canzone orecchiabile e la scimmia nuda che balla ha il suo perché, ma c’è davvero bisogno di spiegare il motivo di QUELLA canzone quando anche giorni prima girava sul web una foto-meme con Rocco Siffredi che chiedeva a Gigi D’Alessio come fosse possibile far nascere un figlio anche senza far l’amore?
La prima stella” – il brano con cui D’Alessio ha partecipato al Festival – non ha bisogno di spiegazioni o altro, si sapeva chiaramente – già dalla prima lettura del testo- che fosse una canzone dedicata alla madre che non c’è più e le racconta tutto ciò che è cambiato in questi ultimi trent’anni, dalle nuove tecnologie alle fecondazioni artificiali.
Capisco che D’Alessio stia sui maroni alla maggior parte delle persone per non so quale motivo, ma sappiate che coloro che dicono “La canozne di D’Alessio fa schifo, D’Alessio fa schifo” sono esattamente ciò che Gabbani canta nella sua canzone.
Ergo ve la siete cantata, suonata e anche ballata da soli.
AH…gli italiani!

Comunque sia, viva D’Alessio, viva Gabbani, viva la scimmia nuda che balla, viva la musica e viva coloro che lasciano vivere gli altri senza pregiudizi.

Voi avete seguito il Festival?
Se sì, quali sono state le vostre canzoni preferite?

Essere umani.

Eccomi, sono tornata !

Sono passati alcuni mesi dall’ultimo post, ma non c’è stato un attimo in cui non ho pensato a questo blog.
Scrivere è una cosa che ho sempre amato fare, ma crescendo mi sono accorta che è anche molto doloroso.
Ho fondato questo blog raccontando me stessa, e quando non c’è nulla da raccontare preferisco non farlo.
Altre cose, ovviamente, preferisco tenerle per me.

Ci siamo quasi, il Natale si sta avvicinando.

Ho sempre amato il Natale, non tanto per ciò che rappresenta ma per l’aria che si respira in quei giorni.
Il cibo, le città colorate e la gioia dei bambini per le strade che guardano le vetrine sperando in quel regalo tanto atteso.

Mi accorgo che l’aria natalizia ha cambiato sapore, improvvisamente tutto diventa più cupo. Più malinconico.

Inizi a ricordare quando da bambina i genitori ti costringevano a fare gli auguri a tutti i parenti, ed io che volevo solo starmene a casa a guardare i film natalizi. Anche perché a Natale non c’era scuola, ergo potevo starmene a casa a giocare e a fare quello che mi pare.

Ricordo che fin da piccola desideravo i regali più assurdi: un Pinocchio parlante, un dinosauro robotico. UN DINOSAURO RO-BO-TI-CO.
Ovviamente lo facevo incastrare nei posti più strani e l’autonomia delle batterie ebbero vita breve.

Poi ti rendi conto che non è l’aria natalizia che sta cambiando, ma sei tu.
Sarà che crescendo si cambia e, com’è giusto che sia, anche tutto il resto cambia.
Legami che credevi indistruttibili che si spezzano, persone che se ne vanno, amori che finiscono.

Prima si desideravano i regali, oggi le persone.

Si dice che si indossano è più maschere a Natale che a Carnevale, vero.
Ma per fortuna io non faccio parte di quella categoria, per me quando una cosa finisce, finisce. Non mi piace rigirarci intorno e fare finta che vada tutto bene.
Si va avanti, ognuno per la sua strada.

Grazie a tutti coloro che non si sono disiscritti dal mio blog dopo tutto questo tempo, prometto che sarò più attiva dall’anno nuovo.

Auguri a tutti !

Niente.

Attacchi continui, treni che si scontrano, la natura che si ribella. Chissà quante persone si sono addormentate stanotte pensando “domani lo faccio – domani lo chiamo – domani ci vediamo – domani..”
Ma oggi ci sei, domani non più.
Eppure ogni giorno perdiamo tempo senza capire che potrebbe essere l’ultima volta. 
Per vedersi.
Per abbracciarsi.
Per dire “Ti amo – mi manchi – non te ne andare – ho bisogno di TE”.
Mentre mi accorgo che al mondo non siamo niente. 

Ultimamente le parole servono a poco. Quando la natura decide di ribellarsi contro l’uomo ci si sente piccoli, impotenti. E non esiste sensazione più brutta. Faccio fatica a pensare che cosa abbiamo provato quei poveri bambini nell’istante prima di morire, agli adulti che non ce l’hanno fatta a salvare i loro bambini. A salvare loro stessi. Faccio fatica ad immaginare che quella “buonanotte mamma, buonanotte papà” per molti bambini è stato il loro ultimo saluto. Faccio fatica a pensare a quei bambini che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza niente, senza una famiglia, senza una casa, senza i loro giocattoli. Faccio fatica a pensare che più di 2500 persone da un giorno all’altro hanno visto la propria casa crollare davanti ai propri occhi. Uno passa l’intera vita a lavorare, a fare tanti sacrifici per la famiglia e per portare anche un solo tozzo di pane a tavola. Non è giusto. Purtroppo dinnanzi alla natura l’uomo è così impotente. Noi ci facciamo la guerra, ci odiamo, ci calpestiamo l’un l’altro. Ma dinnanzi alla natura siamo tutti uguali. Non siamo niente.

Fisicamente non possiamo fare molto per aiutare le persone colpite dal terremoto, ma con un piccolo gesto sì. Doniamo €2 al 45500, adesso. ORA.

Pensiero del giorno #3

Sono quasi due mesi che non scrivo un post su questo blog.
Purtroppo continuavo a scrivere, scrivere, scrivere e poi cancellavo tutto.
Sarà che ultimamente non mi piace molto quello che scrivo.
Sarà forse il blocco dello scrittore?
Ma io non sono una scrittrice.

Quindi sarà il caldo? Sarà che questo mondo man mano sta andando a puttane?!

Parliamoci chiaro, ultimamente mi fa schifo tutto.
Sono stufa di accendere la tv e sentir parlare di attentati.
Sono stufa di navigare su internet e trovare video di bambini sgozzati.

Sono stufa.

In questo periodo, anche approfittando dell’estate, sto ascoltando molta, tanta, musica.
È  il mio unico rimedio alla noia, alla rabbia.
Però non ascolto i “tormentoni” del momento, no. Non sono mai andata al passo coi tempi, ma anzi ascolto tanta musica jazz o i classici dagli Anni ’40 fino ai ’90.

Sono una ventenne della terza età.

Però oggi avevo voglia di pubblicare un post, giusto per ricordarvi e ricordarmi che ho questo blog. Un piccolo grande mondo che sto cercando di portare avanti.
Spesso mi capita di rileggere vecchi post ed è sempre un momento tragico, perché penso che avrei potuto scrivere meglio quella frase, omettere quell’altra.
Insomma, ci siamo capiti.

Tra l’altro oggi è l’anniversario di questo blog.
Quindi auguri a me e grazie a chi continua a leggermi.

Vi auguro una buona estate in attesa di qualche nuova idea.

 

Basta.

Le mie mattinate iniziano presto.
Questa è una delle tante, ma solo perché ci si è messa una zanzara che mi ronzava intorno.
Animalisti, non me ne volete, ma l’ho dovuta abbattere.
O me, o lei.

Torniamo seri.

È iniziata una delle settimane in cui si è sparso tanto sangue, innocente.
Sono stufa di accendere la tv e sentire “questo ha ucciso quella/quello ha ucciso quelli”.
BASTA.

Pochi giorni fa la notizia di quel pazzo che ha ucciso la giovanissima cantante Christina Grimmie, ad Orlando, proprio mentre firmava autografi.
Poco dopo, Orlando si sporca ancora di sangue.
Questa volta a rimetterci la vita sono 50 persone, nel locale notturno Pulse.
Ad opera di questo strazio c’è sempre il solito, un pazzo.

Un uomo che per la sua frustrazione sessuale ha deciso di prendere un’arma e sparare all’interno del locale, il tutto con un solo obiettivo: eliminare i gay.

“Eliminare i gay”, quanto mi ha fatto male questa frase.
E a farmi male ancor di più è stato l’abuso dovuto al termine “gay”.
Parliamoci chiaro, siamo nel 2016 ed è assurdo che c’è ancora chi si oppone se due persone si amano, indipendentemente dall’orientamento sessuale.
Che poi anche “orientamento sessuale” a me da fastidio, perché l’amore è di tutti.
E non importa se ti innamori di una persona del tuo stesso sesso, se è nero, se è cinese, se è musulmano.

La bellezza dell’amore è che tu non decidi MAI di chi innamorarti, quello è tutto merito del destino e perché no, delle coincidenze.

Spesso ho sentito storie di due persone che si sono (ri)incontrate dopo vent’anni e adesso vivono felicemente insieme.

Trovo assurdo che ci si debba focalizzare sui “gay” perché quel locale era “frequentato da gay”.
Sarà che sono io quella strana, ma parliamoci chiaro; questo è stato un caso unico.
L’uomo ha sparato perché LUI aveva un obiettivo preciso: fare fuori quella gente “gay” perché anni fa era stato “traumatizzato” da due persone “gay” a Miami perché si stavano baciando.
Cioè, È ASSURDO.

L’obiettivo era preciso, e questo è chiaro.
Però non si può fare di tutta l’erba un fascio.
Questo è stato un omicidio d’odio perché quel tale soggetto, a quanto pare, era frustrato perché non riusciva né ad avere una storia con una donna e né con un uomo.
E dalla frustrazione alla pazzia il passo è breve.
In più si è messo in mezzo anche il padre che a quanto pare risulta essere un estremista islamico e il danno è fatto.

Ma sono stufa di sentir parlare di “gay”, specie perché chi ha commesso quella strage frequentava “locali gay” ed era “gay”.

Questa strage non la vedo diversa da quella di Parigi.
La dinamica è la stessa: persone che passano una serata piacevole tra amici, fidanzati, compagni, lontani dallo stress quotidiano e un pazzo che all’improvviso decide di stroncare le loro vite.

Ciò che molti dimenticano però, è che in quel locale non c’erano “50 gay”, ma 50 persone.
Persone che lavoravano, che studiavano.
50 persone che sono state uccise brutalmente, e molti sono stati uccisi proprio per salvare chi in quel momento era con loro.
50 persone strappate dalla loro stessa vita.
50 persone che hanno lasciato 50 famiglie.
50 famiglie distrutte.
50 famiglie che piangono i loro 50 figli morti.

Noi non siamo Orlando, Parigi o Charlie.
Noi siamo umani.
Ma spesso questo ce lo dimentichiamo.

 

#RIPChristinaGrimmie

Seguivo Christina fin dai tempi delle cover su YouTube, poi per un po’ smisi di seguirla finché non la rividi a The Voice grazie alla presenza di quel gran figo di Adam Levine.
Sono distrutta, sconvolta, scioccata da ciò che le è accaduto.
Un fratello, un qualsiasi parente, non dovrebbe MAI assistere ad una morte così violenta di un loro caro.
I fan, e parlo dei veri fan, di quelli che dedicano tempo, corpo e anima ai loro idoli, non dovrebbero MAI assistere alla morte del proprio idolo, specie se è a due passi da loro, mentre ti sta facendo quell’autografo che tanto desideravi.
Smettetela di chiamare quel vigliacco “fan”, era semplicemente un pazzo.
Un assassino che ha strappato a tanti fan una voce così bella, così pulita, così giovane.
Un assassino che ha strappato a dei genitori una figlia così solare, così talentuosa.

Ti ricorderemo per sempre.

R.I.P. giovane angelo.

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Pensiero del giorno #2

Ultimamente leggo sempre più spesso post o tweet “ironici” che parlano di Gianluca Grignani.
Che tristezza.

Sono anni che sento parlare di “combattere per i propri diritti” e poi dagli stessi sento dire queste stupidaggini, è assurdo.
Perculare chi ha serie difficoltà con se stesso mi trasmette una forte rabbia.
Spesso cerco di farmi i fatti miei, ma non ci riesco.

Grignani è sì un personaggio pubblico, ma è pur sempre una persona. Come tutti.
Essere un personaggio pubblico non vuol dire essere “diverso”, certo loro possono avere la notorietà, ma restano pur sempre persona di fronte ai simili.

E mi fa rabbia sapere che probabilmente non c’è nessuno disposto ad aiutarlo.
Perché quando mi ritrovo a guardare un video di lui che gira per strada in accappatoio e completamente ubriaco, la mia unica domanda è “ma la famiglia dov’è?”.

Forse spesso è un bene avere una famiglia iperprotettiva, una famiglia che ti insegna subito qual’è il giusto e il sbagliato.
Certo, il più delle volte c’è chi i consigli della famiglia li fa entrare da un orecchio e uscire dall’altro perché tanto fare ciò che è sbagliato fa figo e quindi è giusto così. Per loro.

Quel video di Grignani mi ha fatto ricordare uno simile di Amy Winehouse, ai tempi, che gironzolava anch’essa ubriaca per una strada trafficata e fermava i passanti solo per chiedergli una sigaretta.

Più vedo certe scene e più ho paura per lui.

Perché nessuno lo aiuta ?
I fans dove sono ?
LA FAMIGLIA ?
GLI AMICI ?

Purtroppo non ce l’abbiamo fatta a salvare Amy perché i media erano troppo impegnati a prenderla in giro per i suoi comportamenti, e si sa che la maggior parte della gente si fa influenzare da ciò che dice la gente.

Basti pensare a quelli che credono che i servizi di quelli de Le Iene siano tutti veritieri.
Baggianate.

Non ce l’abbiamo fatta a salvare Amy, ma aiutiamo chi ha le sue stesse difficoltà.
Salviamo Gianluca, Mario, e Pincopallino…salviamo chi non riesce a combattere con il suo male maggiore: se stesso.

Stiamo vicini a queste persone, anche se loro non vogliono.
Salviamoli.
Salvateli.

Non lasciamogli permettere di buttare la loro vita all’aria.

 

 

Buona Pasqua !

Ahhh….quanto adoro la Pasqua !

In realtà adoro le feste in generale.
Ma non per il loro significato, ma per il cibo che mangiamo in abbondanza per poi pentirci nei giorni successivi.

Ma tutto sommato chi se ne frega.
La prova costume non è tanto lontana, ma neanche vicina.

E poi la mia carnagione bianca cadaverica odia il mare, il sole che brucia la pelle e la MIA pelle che ne soffre in continuazione.

Quindi me ne starò all’ombra, come al solito, e mi godo tutto il cibo che le feste ci offrono.

Oggi non ho molto da scrivere, tutto questo cibo ingerito da ieri ad ora mi appesantisce tantissimo e me fa venì la cecagna.

Quindi lascio parlare le immagini !

Auguri a tuttiiii !!!!

 

Ah, dimenticavo…qualche giorno fa ho visitato Napoli, la mia città, per mezza giornata.
E niente, ecco a voi una napoletana in versione turista cinese !

Tanti auguri a me !

Oggi compio 20 anni.
Tendenzialmente odio i compleanni.
Qualcuno dice che questi sono gli anni migliori, ma chissà, forse sono io che ho tutto un altro modo per vederli.

Mi chiedo a come sarò fra vent’anni.
Chissà se avrò realizzato alcuni sogni.
Se ce l’avrò fatta a fare quel viaggio che tanto sogno di fare.
Chissà se avrò una famiglia.
Un marito che mi aspetta a casa.

Chissà se avrò smesso di essere acida e stronza come molti dicono.
Chissà se ce l’avrò fatta a scrivere un libro.
Forse sì, ma non avrò avuto il coraggio di pubblicarlo.

Se avessi un modo per poter parlare con la me del futuro, le direi di continuare ad essere quella che sono.
Acida e stronza per molti, dolce e sensibile per chi invece riesce a vedermi oltre il mio muro.

Oggi ho deciso di non fare feste o altro, voglio stare con quelle poche persone che da sempre mi stanno vicine, lontano dal baccano e da quelle solite feste che sono solo uno spreco di soldi per gente a cui non frega niente della festeggiata.

Ecco, sto tornando acida.

Oggi mi godo questo giorno.
In modo tranquillo, pacato.
Da domani, anzi, già da oggi, sono più grande di un anno.
Solo anagraficamente, purtroppo l’altezza è sempre quella.

Mi godo chi c’è, chi vorrei che fosse qui ma purtroppo è lontano, mi godo le persone che non ci sono più ma che sicuramente da lassù mi stanno guardando.
Penso a mio nonno che non c’è più.
Purtroppo con lui non ho festeggiato alcun compleanno, ma sicuramente c’è sempre stato e sempre ci sarà.
So che è banale dirlo, ma finché una persona continuerà ad essere presente nei nostri cuori, continuerà a vivere.

Oggi sono più grande di un anno, ho ancora tante cose da fare, ci sono ancora tanti sogni da realizzare.
Alcuni li ho lasciati da parte, altri continuano ancora a bussare in quel cassetto e a voler uscire.
Voglio credere in quei sogni.
In punta di piedi.

Oggi ho vent’anni, e voglio sorridere.
Nonostante tutto.

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Pensiero del giorno #1

Non ho scritto niente sulla morte di Umberto Eco perché personalmente non lo conoscevo, a parte qualche citazione su quei siti dove di solito la gente ci copia le frasi da pubblicare come descrizione dei loro ridicoli selfie.

Ultimamente mi imbatto spesso in articoli che annunciano l’uscita dell’ennesimo libro scritto da un demente del web.
Rabbrividisco sapendo che c’è gente che compra libri di chi a sento ha letto Topolino.

Non è Umberto Eco ad essere morto, è la cultura generale che sta man mano scemando a causa di tanta ignoranza.

E a me tutto ciò fa davvero paura.