Ferragosto con furore.

Per iniziare…

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Stanotte c’eravamo noi.
La luna, mare. Noi. Soltanto noi.
C’erano i marshmallow, un falò dove insieme cucinavamo i marshmallow.
Eravamo insieme.
Le onde del mare sembravano coccolarci, proteggerci.

Ma era solo un sogno.
Quando mi sono svegliata tu non c’eri. E ho sorriso.
O pianto.
Non ricordo.

Spesso leghiamo la nostra vita a chi ci ha fatto delle promesse e poi ci ha abbandonati. Sbagliato.
Dovremmo capire che chi ci ha lasciati, ci ha lasciati per un motivo: non era la persona giusta, e quindi ha preferito andare via. 

Fa male.
Tanto male. Specie quando ripensi a tutte le cose fatte insieme.
Ma ormai è passato. Si va avanti.

Oggi è Ferragosto.
Un piccolo paradiso malinconico per chi come me lo trascorre in città.
Tutto è silenzioso. Gli unici ad udirsi sono gli uccellini che cantano allegramente e che ti fanno da sveglia ogni mattina.

Ma a me piace.
Il silenzio è sempre stato il mio migliore amico. Mi aiuta a riflettere, a dedicare del tempo a me stessa.

Oggi qualsiasi social ti sbatte in faccia foto di persone al mare, foto di gente al mare, foto di spiagge e sorrisi finti di gente che prima si sorride e dopo si sparla alle spalle.
Oggi chiunque sembra dirmi “Io sono al mare, e TU no. Io sono in montagna, e TU no. Io mi diverto, e TU no. Io sono felice, e TU no.” Beh, vi sbagliate.

Non sarò ne al mare, e ne in montagna, e ne a fare la stronza di qua e di la, solo per postare delle patetiche foto sul social…ma sto bene come sto, e dove sto.

Lo so, ho un aspetto bianco cadaverico…ma sti cazzi !

Qualche giorno fa ho preso uno di quei cappelli di paglia, che adoro in maniera estremamente totale, e mi ci sono fatta un selfie.

Ecco la foto che ne testimonia l’atto:
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Lo so, non sono una persona normale. Ma in quell’istante mi sentivo come una bambina di 3 anni che riceve un regalo (anche se il cappello non era mio), mi ci sono fatta un selfie, o autoscatto, e sono scappata via per non farmi beccare.

Ieri sera ho guardato la luna per un po’. Non so perché, ogni tanto mi piace fissarla. Sembrava parlarmi. Osservarmi.

Spesso quando guardo il cielo c’è un motivo: di solito lo faccio per sentire vicino le persone lontane, e altre volte quando sento che qualcosa di negativo sta accadendo.
E così è stato.
Prima sono andata a fare la doccia e ho avuto la chiamata che un’altra persona se n’è andata.

Spesso ho come l’impressione che io e questo tipo di ricorrenze non andiamo d’accordo. Infatti che sia Natale, Pasqua, Capodanno, tricche e ballacche, ci dev’essere sempre qualcosa di negativo.

Per fortuna ho imparato ad andare avanti.
La vita è così. Oggi ci sei, domani non ci sei. Oggi sei felice, domani sei triste.
È una scala: o si scende, o si sale.

Anche se una delle mie piccole filosofie di vita è che noi siamo dei frigoriferi. Esatto, sì…avete capito bene. Frigoriferi.
Pensateci bene; il frigo è un elemento importante per la casa, sta messo lì, ha una funzione di aprirsi, chiudersi e illuminarsi. E noi siamo fatti così: ci apriamo alle persone, ci chiudiamo quando queste persone se ne vanno ed infine ci illuminiamo e come per magia risorgiamo e finalmente decidiamo di andare avanti.

Da qualche giorno sto in fissa con Photograph di Ed Sheeran. Era da un po’ che non piangevo per una canzone. Ma questa mi ha presa completamente.
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È bello piangere per questo tipo di cose.
Ma perché no..è bello piangere ripensando al passato.
A quante volte non abbiamo dato quell’abbraccio in più che dovevamo dare.
A quando abbiamo detto “no” e abbiamo perso quell’occasione importante.
A quando non abbiamo detto quello che provavamo.
A quando abbiamo detto un “ti voglio bene” invece di un “ti amo”.

No, non è bello piangere. Ma è importante perché dimostra che ci abbiamo creduto veramente in quello che abbiamo fatto. Abbiamo creduto a qualcuno che non voleva fare altro che andarsene.
Ci abbiamo creduto. Ce l’abbiamo messa tutta. Ma non siamo noi la causa di altri. Quando qualcuno non ci tiene veramente all’altro/a, non è mai colpa di chi invece ci sta mettendo corpo e anima.
È andata così, pazienza.

Ma oggi è Ferragosto, e visto che non sono una persona orgogliosa (…o almeno ci spero), stanotte mi affaccerò al balcone, guarderò la luna, prenderò quel vecchio mp3 da due soldi che quasi nessuno ha, e ascolterò Photograph.

Pensando a noi, pensando a te.
Sorridendo.
Pensando a tutto l’amore che hai scelto di non volere andandotene lontano da me.
E sapendo di quanto starò bene, senza di te.

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