Distanza.

Distanza.

Quante volte ne sentiamo parlare.
Quante volte l’abbiamo sentita raccontare.
Quante volte l’abbiamo immaginata.
Quante volte abbiamo fatto finta di niente.
Quante volte siamo morti dentro.

La distanza è uno di quei temi con cui faccio sempre fatica a espormi.
Forse perché la conosco bene.
Forse perché non ne so niente.
Forse perché voglio continuare a fare finta di niente.

La distanza è solo una linea invisibile che tende a separare i corpi piazzandoli in punti differenti.
Al giorno d’oggi diremmo “Va beh…ma ci sono i treni. Gli aerei. Siamo nel 2015, non si può essere distanti“.
Sbagliato.

Provatelo a dire a chi non ha il coraggio di ammetterlo.
A chi è fragile.
A chi cerca di tenersi impegnato, fallendo ogni volta.

È vero, siamo una generazione “fortunata” perché abbiamo tutti i mezzi di comunicazione possibili e immaginari.
Ma ogniqualvolta la paura è lì, sempre in attesa. E tu ti lasci sopraffare da essa.

Spesso più che parlarne, mi piace ascoltare le distanze altrui.
Così, giusto per sapere se non sono l’unica matta.

C’è chi soffre al distanza di un amico lontano, di un parente.

Ognuno soffre la distanza a modo suo.

Ma poi cerco di pensarla in un altro modo.
Tipo, come si suol dire a pensare a chi sta peggio.

Questa è un’altra cosa che mi fa paura.

Spesso stiamo così male per qualcuno che abita in una città diversa, e non pensiamo a chi invece sta male per qualcuno che non c’è più.
Invece di stare male dovremmo farci forza. Dovremmo dirci: “Nessuno è distante davvero finché si è vivi“.
Nessuno può impedirci di abbracciare qualcuno che abbiamo aspettato per tanto tempo.
Possiamo farlo.

Chi ha perso qualcuno, per sempre, non avrà “mai più” questa occasione.
E noi dobbiamo pensare a loro.
Dobbiamo pensare a loro per farci forza.
E andare avanti. Sempre, e comunque.

So che sembra una frase già fatta, ma quando vedo gli anziani per strada che camminano per strada più innamorati che mai, mi si stringe il cuore.
In quei momenti, penso a mia nonna.
Lei è una delle persone più forti e più fragili che conosco.
Ha perso mio nonno 19 anni fa (qualche mese dopo la mia nascita), e a volte penso a quanto sarebbe stato bello se lui fosse ancora qui.

Ecco, questa è una delle forme di distanze per la quale soffro di più.
Saper di non poter mai abbracciare una persona che hai tanto amato.

Io quando ho questi cali d’umore dovuti alla distanza penso a coloro che hanno perso qualcuno per sempre, e sorrido…perché siamo fortunati. E sfortunati allo stesso tempo perché forse siamo troppo giovani per capirlo.

Chi perde qualcuno per sempre, sorride.
Noi quando abbiamo qualcuno in qualche città diversa, stiamo male.

Non credo che ci sia bisogno di aggiungere altro.
Prendiamo esempio da coloro che senza saperlo ci sanno insegnare tanto.

E sorridiamo, perché come diceva il grande Charlie Chaplin: Un giorno senza un sorriso, è un giorno perso. 

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Sono tornata !

Forse.
Chiedo scusa se ho un po’ “abbandonato“, o meglio “trascurato” il Blog, ma ultimamente tra febbre, scuola, Sanremo, incazzature varie, influenza e quant’altro..non ne ho avuto il tempo.

E voi direte: “E a me che cazzo me frega ?!”. E si, avete ragione.

Intanto grazie a chi si è ricordato di visitarlo ogni tanto, anche se ero assente.

Sto pensando a tanti post.
Per fortuna che non sono una fashion blogger e/o altro, altrimenti sai che fatica tenere a bada tutti gli aggiornamenti…avrei già chiuso i battenti da un pezzo !
Ma per fortuna, o quasi, il mio blog non si occupa di questi temi.

Che poi non ho mai capito perché si fanno chiamare fashion blogger se la maggior parte degli articoli non li indosserei nemmeno da ubriaca. Ma vabbe…sarà che non me ne intendo.

Ah…nelle righe precedenti ho citato Sanremo perché è stata una delle settimana più belle/brutte/stressanti della mia vita. Da quando seguo la Tatangelo. 
“Eddai, ancora con ‘sta Tatangelo ?!”. 
Sì, problemi ?!
Chiedo scusa, ma anche no, a tutti quelli che leggeranno il mio blog e si troveranno 16368272844737 volte il nome Tatangelo, ma che ci volete fare…la adoro.

Chiunque abbia visto Sanremo sa di cosa sto parlando.
L’esclusione di Anna ha scosso chiunque. Anche chi fino a quella sere “l’odiava “.
Persino la Pausini, dall’altro capo del mondo, si è dispiaciuta dell’esclusione.
Ma tutto sommato mi sembra inutile andare avanti.
Alla fine è stato meglio così…tanto si sa, Vasco Rossi a Sanremo arrivò ultimo eppure oggi è ancora uno dei migliori che abbiamo in Italia.
Se le critiche portano a questi traguardi, allora criticate pure..rosiconi che non siete altro.

“Ma dai, basta Ylenia, lo hai già scritto nell’altro post. BASTA”.

E anche questo è vero.

Comunque ho visto che siamo in 400.
“Eddaje..!” Quando ho aperto questo Blog, sono sincera, non l’avrei mai detto.
Mi son detta: “Ci provo. Tanto nessuno mi leggerà mai”, e poco dopo iniziavano ad arrivarmi commenti e apprezzamenti da tantissime persone. Alcuni commenti li ho salvati, cosicché possa rileggermeli quando avrò paura di mollare tutto.

Perché a volte questa paura un po’ ce l’ho.
Un po’ come le cose belle…accadono così in fretta che quando te ne rendi conto sono già finite.

Ecco….se scrivo post così banali è anche per questo, perché non voglio mollare.

E a breve aspettatevi post come amore, tradimenti, distanze ecc…ma niente roba da 50 sfumature di Grigio.
Mi ero promessa che non l’avrei visto, ma spinta dalla curiosità ho ceduto.
Diciamo che il film per i primi 30 minuti è fattibile, ma è tutto il resto che si perde completamente.
Non è quello che fanno a letto che mi sconvolge, perché diciamocela tutta, a letto ognuno fa quello che glie pare…ma è il CONTRATTO. Il CONTRATTO.
Dato che non avevo letto il libro, mi era nuova questa cosa.
E si, questa è la cosa che più mi ha sconvolto.
Anche perché poi dopo i 30 minuti iniziali del film, questo è stato l’unico argomento.

Ma vabbe…tutto sommato il libro è stato scritto da una-di-cui-non-ricordo-il-nome.
Quindi, va tutto nelle sue saccocce.
Mica scema.

AH…..prima che dimentico.
ATTENZIONE, SI PARLA DI NUOVO DELLA TATANGELO.
Stamattina ho scritto un post sul mio profilo Facebook che parla della Tatangelo, e non solo…mi piacerebbe condividerlo con voi.

Hai presente quando stai ore ed ore a cercare musica su internet per poi scaricarlo e averla sempre con te ? Ecco.. Adesso non sta succedendo. Dopo 4 anni di infinite ricerche, non sento il bisogno di star lì a cercare qualcuno che non sia lei… La mia musica. Per molti sembrerò idiota, scema, soggetto di derisione quando dico “sono fan della Tatangelo”, quando poi loro magari ascoltano Tommy Riccio e/o altri soggetti tali.
Non avrei mai pensato di dirlo, e so che magari sembrerà una frase fatta, ma dopo “Ragazza di periferia” questo è uno dei suoi album più belli. Certo, magari senza “Muchacha”… Ma vabbe !
Auguro a chiunque di trovare la sua musica, e a chiunque di rispettare i gusti altrui.
Perché ricordate: la musica unisce solo, non divide mai.”
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Grazie se siete arrivati fino a questo punto della lettura.
Sicuramente vi ho annoiati, o forse vi ho tenuto compagnia prima di andare a cena/lavoro/letto (dipende da quando lo leggerete).

E ancora grazie mille a tutti voi. QUATTROCENTO (e passa) GRAZIE !

A presto, promesso.

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