Sono un disastro.

Sono un disastro.
Fin da piccola è una frase che mi dico e mi sento dire spesso.
Non l’ho mai negato.
Ma non ho neanche provato rimorso nelle scelte che ho fatto, perché nonostante tutto prendo una scelta sempre consapevolmente.
Così come ho fatto con gli amici, gli amori, la scuola ed oggi…con il lavoro.
Se una persona o un percorso non mi faceva più stare bene l’ho sempre lasciato alla spalle, sono scappata. Consapevolmente, ma l’ho fatto. Prima o poi, nonostante i tentativi, quando provi a fare qualcosa che non ti appartiene più -per me- la scelta più giusta è quella di proseguire per una nuova strada. Ricercarne una nuova, ricercare se stessi.

“Ma quando te lo trovi un lavoro?” è una domanda che -fastidiosamente- mi pongono spesso. Senza sapere delle porte chiuse in faccia, delle e-mail che non hanno ricevuto risposta, delle attese che si sono trasformate in fallimenti, dei “non posso metterti a posto ergo devi lavorare in nero“. Mi dicono: “eh ma sei tu che non hai voglia di lavorare perché chi vuole lavorare, lavora” forse è vero, o forse no.
D’oggi giorno per lavorare ti vogliono giovane con esperienza, con esperienza ma con la laurea, con la laurea ma sei hai un tot d’età manco ti considerano.
Rammento una canzone de il Cile che dice: “senza uno stipendio sei un difetto sociale” quanto è vero. Ma a queste persone vorrei dirgli: uagliù, manc v stess ngop o stomc (i napoletani capiranno).

E niente, volevo ritornare a scrivere sul mio blog con questo ennesimo disagio.

Bentornata a me,
grazie a chi ha continuato a seguirmi nonostante l’assenza.

 

 

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