Tanti auguri a me !

Oggi compio 20 anni.
Tendenzialmente odio i compleanni.
Qualcuno dice che questi sono gli anni migliori, ma chissà, forse sono io che ho tutto un altro modo per vederli.

Mi chiedo a come sarò fra vent’anni.
Chissà se avrò realizzato alcuni sogni.
Se ce l’avrò fatta a fare quel viaggio che tanto sogno di fare.
Chissà se avrò una famiglia.
Un marito che mi aspetta a casa.

Chissà se avrò smesso di essere acida e stronza come molti dicono.
Chissà se ce l’avrò fatta a scrivere un libro.
Forse sì, ma non avrò avuto il coraggio di pubblicarlo.

Se avessi un modo per poter parlare con la me del futuro, le direi di continuare ad essere quella che sono.
Acida e stronza per molti, dolce e sensibile per chi invece riesce a vedermi oltre il mio muro.

Oggi ho deciso di non fare feste o altro, voglio stare con quelle poche persone che da sempre mi stanno vicine, lontano dal baccano e da quelle solite feste che sono solo uno spreco di soldi per gente a cui non frega niente della festeggiata.

Ecco, sto tornando acida.

Oggi mi godo questo giorno.
In modo tranquillo, pacato.
Da domani, anzi, già da oggi, sono più grande di un anno.
Solo anagraficamente, purtroppo l’altezza è sempre quella.

Mi godo chi c’è, chi vorrei che fosse qui ma purtroppo è lontano, mi godo le persone che non ci sono più ma che sicuramente da lassù mi stanno guardando.
Penso a mio nonno che non c’è più.
Purtroppo con lui non ho festeggiato alcun compleanno, ma sicuramente c’è sempre stato e sempre ci sarà.
So che è banale dirlo, ma finché una persona continuerà ad essere presente nei nostri cuori, continuerà a vivere.

Oggi sono più grande di un anno, ho ancora tante cose da fare, ci sono ancora tanti sogni da realizzare.
Alcuni li ho lasciati da parte, altri continuano ancora a bussare in quel cassetto e a voler uscire.
Voglio credere in quei sogni.
In punta di piedi.

Oggi ho vent’anni, e voglio sorridere.
Nonostante tutto.

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Pensiero del giorno #1

Non ho scritto niente sulla morte di Umberto Eco perché personalmente non lo conoscevo, a parte qualche citazione su quei siti dove di solito la gente ci copia le frasi da pubblicare come descrizione dei loro ridicoli selfie.

Ultimamente mi imbatto spesso in articoli che annunciano l’uscita dell’ennesimo libro scritto da un demente del web.
Rabbrividisco sapendo che c’è gente che compra libri di chi a sento ha letto Topolino.

Non è Umberto Eco ad essere morto, è la cultura generale che sta man mano scemando a causa di tanta ignoranza.

E a me tutto ciò fa davvero paura.

Cara Italia…

Sì, Cara Italia…

Sono stufa dell’odio che governa questo Paese.
Sono stufa di sentir parlare male di questo Paese.
Sono stufa, soprattutto, di NOI italiani che parliamo male del NOSTRO Paese.

Non prego Dio, perché sì, ho ricevuto sia il battesimo e sia la comunione, ma ciò non fa di me una persona che crede in un bene superiore.
Io credo nel bene, sì.
Ma nel nostro.
Credo nelle persone VERE.
Di quelle che posso vedere, ascoltare, toccare.

E ciò rimanda al perché sto scrivendo questo post.
Un post, ma soprattutto un messaggio a chi lo leggerà, al MIO Paese.
Al Paese che tanto amo.
Sì, spesso lo odio.
Ma non odio il mio Paese, odio le persone che ne fanno parte di questo Paese.
Odio le persone che credono di poter gestire la vita altrui.
E ciò mi addolora.

Sono stufa di accendere la tv e sentir parlare di omosessuali che spezzano la loro vita perché derisi, maltrattati, odiati, discriminati, abbandonati.

Sono stufa di vederci fare la guerra l’uno con l’altro.

Per carità, dell’argomento so poco e niente.
Non capisco la politica, ma credo di conoscere le persone.

Sono una ragazza di quasi vent’anni che è stufa di sentir parlare di tutto ciò.

L’amore è una cosa che dovrebbe unirci, non dividerci.
Non dovrebbe indurre all’odio.
Alla discriminazione.
Alla violenza.
Alla vergogna.

Sì, perché spesso queste persone hanno paura di confessare ai propri genitori, alla propria famiglia, il loro amore verso un’altra persona.

Nel termine “amore” non ci sono indicazioni.
Non ci sono istruzioni.
L’amore induce all’amare un’altra persona.
Non importa se è dello stesso sesso, di un’altra nazionalità, di un’altro colore.
L’amore è libertà di scegliere chi amare.
La libertà di scegliere con chi trascorrere la propria vita.

La vergogna dovrebbero provarla chi invece ha una famiglia e sfascia tutto per un vizio, una cosa futile.
Chi paga per soddisfare i propri piaceri, anche se magari l’altra persona ha trent’anni in meno.
Quelli dovrebbero provare vergogna, non chi ama e basta.

Cara Italia,
sono stufa di sentir parlare di leggi, unioni civili e di persone che scendono in piazza per difendere i PROPRI DIRITTI.
In piazza dovrebbero scendere per farsi sorprese, serenate, per baciarsi liberamente alla luce del sole senza avere il timore di essere giudicati.

Sarà che sono del segno Pesci, e mi preoccupo più degli altri che di me stessa.
Ma, cara Italia, ti prego, SMETTIAMO DI FARCI LA GERRA.

Siamo un paese meraviglioso, col cibo più buono del mondo,
sono stufa di veder partire persone per sposarsi altrove perché tu non permetti loro di UNIRSI come persone normali.
Loro sono i tuoi figli, loro sognano, come tutti, di sposarsi nella LORO TERRA, NEL LORO PAESE.
Perché negargli tutto ciò ?
Chi sei tu, chi siamo noi, per giudicare gli altri ?
NESSUNO, e NESSUNO dovrebbe ostacolare un sentimento.

Le leggi dovrebbero servire ad altro, non a decidere con chi si deve andare a letto.

L’amore è amore,
e l’amore non deve essere ostacolato dall’odio.
L’odio non deve vincere, l’amore sì.

 

 

La società dell’ipocrisia.

Poco fa mi è capitato di leggere un post che mi ha fatto molto riflettere.
Spesso rimango entusiasta e sorpresa del progresso che l’uomo man mano sta facendo negli anni.
L’uomo è riuscito ad andare sulla Luna, a vivere nello Spazio.
Ma sulla Terra, invece, non facciamo altro che andare indietro.
E ad odiarci gli uni con gli altri.

Ok, ok. C’è sempre chi si sa distinguere, ma il problema non è per quei pochi che sanno distinguersi, ma nel resto della società che non fa altro che andare indietro piuttosto che avanti.

Nel 2016 si sente ancora parlare di guerre. Di odio. Di omofobia. Di ragazzini che tentano il suicidio perché probabilmente sono derisi, non ascoltati, ignorati.
Di persone che non trovano lavoro. Della fame nel mondo. Dei bambini che nel resto del mondo muoiono perché non hanno né cibo né cure. Genitori che ammazzano figli. Figli che ammazzano i genitori. E spesso anche per motivi banali.

Gente che ti considera senza dignità perché magari non hai finito le scuole per andare a lavorare e aiutare a casa.
Gente che ti giudica se non la pensi come loro.
Gente che ti giudica se magari non vesti alla moda, ma continui ad indossare i soliti vestiti che magari ti hanno regalato o magari perché indossi sempre le solite scarpe.
Gente che ti giudica perché magari non ascolti la loro stessa musica.
Gente che ti giudica sempre e comunque.

Il futuro è incerto, certo, ma da quello che stiamo vivendo d’oggi giorno, l’unica certezza è che l’unica cosa a migliorare e ad evolversi sarà SOLO la tecnologia.
Noi umani, e per la maggior parte, teste di cazzo, non faremo altro che distruggerci a vicenda.

Vabbe…magari qualcosa cambierà proprio perché, appunto, il futuro è incerto, ma la vedo dura. Proprio perché d’oggi giorno, la Terra è abitata da teste di cazzo.

Vi lascio il post che mi ha portato a scrivere questo breve (e ignorante) articolo, buona lettura:

Siamo la società in cui se sei su un autobus e ci sono due posti, uno isolato e uno affianco ad un’altra persona, ti metti in quello da solo, con due cuffie nelle orecchie. La società in cui contano di più i “Mi piace” su Facebook che le relazioni vere. La società in cui l’affetto che provi per una persona è dimostrato in base a come l’hai salvato in rubrica, o da quanti cuori mandi nei messaggi. La società in cui basta che uno sia diverso, anche solo nel più piccolo particolare, per essere attaccato e deriso. La società in cui più sei stronzo più sei figo. La società dei falsi moralisti, dei ruffiani, delle foto e delle amicizie-flash. La società che urla aiuto, ma si zittisce da sola con le proprie azioni. La società che discrimina quelli che non la pensano come te, e che poi ti ricorda che siamo tutti liberi. La società in cui se insulti sei il meglio. Quella delle bestemmie, delle false promesse, dei “Ti amo” lasciati al vento. Delle ragazze con 3 kg di trucco e di quelli che ti dicono che siamo belle anche così. Di chi cerca la ragazza seria e poi va con la prima troia che passa. Che ama per gioco, per noia. La società dei messaggi da far venire il diabete, tra persone che si vomitano le peggio cattiverie alle spalle. Delle doppie facce e dei lunatici. Dell’autolesionismo e dell’alcool. Dei tredicenni che fumano e dei sedicenni che muoiono per overdose. La società che ti dice di distinguerti dalla massa, e che ha individui tutti uguali. Dove parliamo tanto e agiamo poco. Dove la gente parla per dar fiato alla bocca, e non sa. La società che tutto sommato ignora la realtà. Siamo la società più avanzata, che sta arretrando sempre di più. La società che si dispera per uno schermo del cellulare rotto, e che quando distrugge il prossimo nemmeno se ne accorge. Che società di merda.

#2015

Ci siamo.
Ormai questo 2015 sta per concludersi.
Fa strano tirare le somme a fine anno.
C’è chi ne è soddisfatto, chi no.
Insomma, il classico.

Spesso è sempre difficile dire addio ad un anno per fare spazio ad uno nuovo.
C’è chi, come me, rimane legata ai ricordi e vorrebbe rivivere alcuni momenti all’infinito.
Ma ciò è sbagliato.

Se dovessi tirare le somme direi che questo è stato un anno fondamentalmente discreto.
Avrei voluto fare molto, invece mi sono lasciata andare e ho dedicato del tempo a me.
Per capirmi.
Per conoscermi.

Il periodo più brutto è stata l’estate.
Un continuo via vai tra scuola-casa-casa-scuola. Un inferno.
E pensare che io ho sempre disprezzato l’estate.
Quest’anno invece mi è mancata.
È proprio vero, apprezziamo una cosa solo quando non ce l’abbiamo.

Questo per me è stato l’anno del cambiamento.
Ho tagliato i sopraciglioni, ho cambiato stanza.
Insomma, mi sono rivoluzionata e forse finalmente mi sto godendo la mia età.

Sto imparando a distinguere gli amici tanto per, e gli amici veri.
Le persone che ti vogliono bene da quelle che fingono di volerti bene.
Le persone che voglio stare con te, da quelle che stanno con te solo per non stare sole.

Insomma, sto crescendo.
Nessuno sa se si sta crescendo in modo giusto o sbagliato, ma l’importante è crescere seguendo le proprie idee.

E io voglio iniziare a farlo.
Per troppo tempo mi sono dedicata agli altri, adesso voglio dedicarmi a me.
Dopo quasi 20 anni credo che sia anche il momento.

Purtroppo però i post da scrivere su questo blog sono sempre di meno, ma giuro che mi sto impegnando.
Fin da piccola scrivo, qualsiasi cosa, qualsiasi pensiero.
Forse ho paura di essere banale.
E quindi piuttosto che scrivere e non dire niente, preferisco scrivere, o meglio, pubblicare pochi post, ma almeno scrivere qualcosa di concreto. O almeno ci provo.

Dicevo, ormai manca poco alla conclusione di questo anno.
So che molti diranno “diciamo addio ad un anno di merda per iniziare un nuovo anno di merda”, io non lo dirò.
Perché magari è proprio sta frase a portare sfiga.

Io penso che siamo noi a costruirci gli anni, i giorni.
Certo, non è sempre facile perché la vita ci riserva sempre degli ostacoli.
Ma sta a noi affrontarli e superarli.
Dobbiamo avere paura sì, ma dobbiamo avere anche il coraggio di affrontare le cose.

Di sicuro un pensiero fisso va alle vittime dell’attentato a Parigi.
Loro non devono essere dimenticati.
Nessuno deve essere dimenticato.

Mai.

Cosa scrivere ancora ?
Ah, sì.

Quest’anno c’è una nuova novità che in realtà non è proprio una novità, ma per me sì. Insomma ci siamo capiti.

Finalmente, quest’anno, dopo ben quattro anni ho addobbato l’albero di Natale.
Ho cercato di ritrovare lo spirito natalizio che ormai ho perso completamente, ma ho cercato di godermi questi giorni di festa.
E riprendermi dall’influenza.

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Sì, tutto sommato, però, alla fine si torna sempre bambini a Natale.
Ah già…volete sapere cosa ho mangiato alla Vigilia ?

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Spaghetti con salmone, sì quello della Rio Mare, mentre gli altri si godevano quelli con le vongole.
Il tutto grazie alla mia allergia che mi permette di mangiare solo il tonno o, appunto, il salmone in scatola.

La gioia.

Che dire ancora ?
Felice anno nuovo a tutti e a presto con un nuovo post.

 

 

 

 

#CursedChild

Ebbene sì, è successo davvero.
Ieri è stato annunciato il cast di Cursed Child, il nuovo sequel della saga principale di Harry Potter.

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Questo è il cast.

Beh, inutile negarvi che ho avuto la stessa espressione di molti di voi.
Per carità, nulla di sconvolgente.
Ma più che altro, deludente.

Per chi, come me, segue questa saga sin dall’inizio, è inutile negare la delusione.
Siamo stati abituati ad un certo modo di vedere i personaggi, ma a quanto pare la Rowling a cambiato le carte in tavola.
Provocazione o cos’altro ?

Di sicuro sarà interpretato, spero, in modo magistrale, ma sarà difficile accettare il tutto.

Perché ?
Beh…ecco perché..!

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Ci avevano lasciati così.
Ed ora, invece, ritroviamo un cast totalmente stravolto.

Premetto, la mia è solo un’opinione personale.
Null’altro.

Ammiro la Rowling da quando ero piccola.
Ammetto che ho scoperto il primo film di Harry Potter per puro caso.
Avevo chiesto una cassetta de Il Re Leone, perché quella precedente si era rotta, e papà si presentò, appunto, con la videocassetta di HP. Nonostante fossi arrabbiata perché non era la videocassetta che avevo richiesto, a fine film rimasi emozionata ed innamorata di ogni singolo personaggio.
Da allora non ho mai smesso di seguire quella saga.
Tant’è vero che ancora oggi la considero la mia saga preferita, in assoluto. Ora, ha annunciato (appunto, la Rowling, ndr.) il nuovo cast di ‪#‎CursedChild, e lei cosa fa ? Stravolge completamente i personaggi. Non dico che ad interpretarli ci dovevano essere i vecchi attori, quali Radcliffe, Watson e Grint, ma almeno speravo che restasse coerente con quello che ha portato avanti per anni.
In questo nuovo sequel vediamo un Hermione di un altro colore di pelle, un Ron biondo…adesso manca solo un Harry senza cicatrice e stiamo apposto.
Sono felice di questo sequel, ma sono molto, molto, molto, delusa per queste scelte.

Mi dispiace.

 

#GocceDiCristallo

Oggi ho dato buca a scuola.
È così quando non ti emoziona più quello che fai.
Quando più vai avanti, e più ti rendi conto che quello che stai facendo non fa per te.
Ma ormai mi tocca andare avanti, per altri due anni.
Una volta conclusa, e sperando che questi maledetti due anni passino in fretta, ho tante idee per la testa.
So già che per tanti potranno essere considerate idee stupide e banali, soprattutto per una ragazza di provincia che a stento riesce a campare con quello che ha. Ma aldilà di tutto, me la sono sempre cavata.
Un po’ come a scuola.
Ma per adesso, queste idee, resteranno, appunto, idee.
Chi ho intorno le scoprirà solo una volta raggiunte.
Sì, lo ammetto, sono molto superstiziosa.

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Ma torniamo al titolo del post.
Non è messo at cazzum così giusto per fare la figa mettendo l’hashtag.
No, in realtà è semplicemente il titolo del nuovo singolo di Anna Tatangelo.
Sì, ancora lei.
Ormai i miei vecchi lettori sanno quanto adori quella donna.
E non vi chiedo scusa se parlo sempre di lei, ma chi mi vuole leggere, legga, altrimenti pazienza.

Dopo l’ultimo post, a cui ancora non ho trovato una risposta a quel “Perché ?“, è anche giusto ritornare alla normalità. O almeno provarci.
Oggi in tv davano i funerali di Valeria, la ragazza italiana morta nell’attentato al Bataclan lo scorso e maledetto venerdì 13.
Rabbrividisco al solo pensiero.
Purtroppo queste sono cose a cui nessuno riesce a dare una risposta definitiva.
Certo, la cattiveria è ovunque, ma la armi, quelle, vanno oltre la cattiveria stessa. Quelle, per me, vanno oltre qualsiasi cosa. Chi impugna un’arma e la punta contro qualcun altro, specie contro chi era armato della paura e dall’essere indifesi, muore due volte.
Di certo, adesso, posso dire che TUTTI siamo sbagliati.
L’ISIS, l’esercito, tutti.
Pensate a un mondo senza armi, senza religione, senza la pazzia di un mondo malato e crudele.
Pensateci, wow…sarebbe davvero bello.
Nessun razzista, nessuna politica, niente omofobia, nessuna religione, niente di niente.
Potremmo amarci gli uni con gli altri, e star distanti, per davvero, quando qualcuno ci sta sulle palle.
Ma questo è solo il pensiero di una 19enne ignorante.
Quindi lasciamo stare.

Dicevo, Gocce di cristallo è il nuovo singolo di Anna Tatangelo.
Una canzone che ho amato fin dal primo ascolto.
E che rispecchia appieno il mio stato attuale.
Aldilà di tutto il male letto e visto negli ultimi giorni, è giusto spegnere per un po’ la voce del male e far partire la musica, quella che da sempre ti accompagna nei momenti difficili.

Quindi, mettiamo da parte il male, i pregiudizi e tutto quello che ci fa male ascoltare o vedere, e alziamo il volume dalla musica.
Di quella che vi piace.

Buon ascolto !

 

 

 

 

Perché ?

Venerdì notte è accaduto uno degli eventi più drammatici e atroci dopo l’11 settembre 2001.
I terroristi attaccano Parigi.
Ancora.
Dopo l’attentato nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo il 7 gennaio.

Ogni immagine mostrata nei notiziari è un gelo profondo che si attacca addosso.
Penso a quelle povere persone che ci hanno rimesso la vita solo per passare una serata tranquilla di inizio week-end.

Sei attentati. SEI. In una sola ora.
È assurdo che un essere umano possa commettere atti simili.
Che sia per religione, razza, sesso, per odio.
È ASSURDO.

Hanno colpito uno stadio, un ristorante e un teatro.
Praticamente ci hanno colpiti nella nostra quotidianità.
Nelle nostre passioni.
Ci hanno colpiti al centro del cuore.

Ma perché ?
È da venerdì sera che cerco di darmi delle risposte.
Ma non le trovo.
O forse non ci sono davvero.
Perché atti simili non si spiegano.

Una vita non può essere strappata per mano di qualcuno. Non è giusto.
Ma allora perché accade questo ?
Per volere di un Dio ?
Per l’assurdo odio che c’è nel cuore di certe persone ?

Un Dio, se veramente ne sia esistito qualcuno, non può imporre ai suoi credenti di uccidere i suoi simili.
Probabilmente il loro stesso Dio si è vergognato di loro.
Aldilà della religione, della razza, del sesso..siamo tutti uguali.
Per molti può sembrare banale, ma basta guardarsi negli occhi per capirlo.
Abbiamo tutti delle passioni, abbiamo tutti un cuore che batte, e non possiamo farlo smettere di battere per colpa di qualcuno che decide per te se vivere o no. NON PUÒ.

Non possiamo avere paura.
Perché la paura ci costringe a smettere di agire.
Dobbiamo combattere.
Ma non con le armi, troppo facile sentirsi potenti con un’arma in mano.
Dobbiamo reagire.
Con l’amore, non con l’odio.

Non possiamo fare di tutta l’erba un fascio.
Ci sono persone e persone.
Persone buone e persone cattive.
In questi giorni ho sentito che c’è gente che ha condannato tutti i musulmani.
Tutti.
Senza pensare che molti musulmani sono stati uccisi proprio dai loro stessi simili.
Da musulmani come loro.

Ovviamente io non sono del settore.
Sto scrivendo questo post da persona civile.
Da una persona che è rimasta scioccata dinnanzi a quelle immagini.
Gente morta per strada. Gente morta che veniva trascinata per strada. Gente che lanciava lenzuola per strada per coprire quei poveri corpi morti. Gente che scappava, che urlava. Spari. Esplosioni. Gente sospesa tra una finestra di un teatro e il suolo. Gente piena di paura. Di terrore. Gente incredula dopo essere scampata alla morte, dopo attimi di terrore dopo essere stata tenuta in ostaggio.

Tutto ciò è inumano.

Ma in tutto ciò ho scoperto di quanto i social diventano un bel luogo quando ci sono questi eventi spiacevoli, atroci.
Su Twitter nasce un hashtag per quelle povere persone rimaste in strada.
Persone che davano ospitalità a quei poveretti impauriti per quelle strade insanguinate, sparse di terrore.
Purtroppo però, alcune residenze sono state localizzate dai terroristi e anche lì c’è stata una carneficina.

Ma c’è anche il lato brutto dei social.
Governati dai soliti moralisti del cazzo (e passatemi la parolaccia).
Gente menefreghista.
Gente che pensa solo a se stessa.
Gente senza il minimo ritengo di quello che è successo.

Le persone così davvero non le sopporto.
Se scrivi un post di solidarietà, non va bene.
Se metti la foto profilo con la bandiera della Francia per sostenere le vittime rimaste uccise, ferite e coinvolte nell’attentato di ieri sera a Parigi, non va bene.
Però poi sono gli stessi che rompono il cazzo con i loro post senza senso e con le loro serate del cazzo a fare i buffoni in giro.
Non dico che sia sbagliato farlo, perché sui social ognuno fa quello che vuole, ma ALMENO PER UNA VOLTA credo che sia meglio tacere e fare qualcosa di concreto. PER UNA VOLTA.
Per il rispetto di quelle 120 persone rimaste uccise in una sera qualunque, mentre, proprio come loro, stavano trascorrendo una serata di inizio week-end lontano dallo stress quotidiano.

Premetto, a me non interessa la Francia. A me i francesi non sono mai piaciuti. A me non interessa il terrorismo. A me non interessa la religione. A me non interessa la politica. A me interessa solo che a rimetterci siano sempre i CIVILI. Gente che voleva solamente passare una serata tranquilla. Una vita non può essere strappata così. Da un giorno all’altro. Per mano di qualcuno che decide per te. E non esiste che ci sia gente che dice “ma chi se ne frega”. Queste cose accadono proprio perché ce ne freghiamo delle cose. Questo FORSE poteva essere evitato. Ma ovviamente siamo sempre troppo impegnati a fare altro. Il 13 novembre, Venerdì, non è stata insanguinata solo la Francia, ma l’intera umanità. Se ancora esiste.
Non prego affinché un Dio possa portare la pace nel mondo e bla bla bla…ma prego per l’umanità, purché possa mettere le armi da parte e che tutti, prima o poi, tornassimo ad amarci. Senza odio. Senza rancore.

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Parigi è la città dell’amore.
Torniamo a farla splendere.
Non dobbiamo avere paura.
L’amore sconfigge l’odio.
Solo chi odia trema.

#jesuisparis

Cappuccino.

Chiedo scusa per il titolo, ma proprio non sapevo come intitolarlo.

Fuori piove.
Il cappuccino, appunto, è sulla scrivania che attende di essere sorseggiato.
E io avevo una voglia immensa di scrivere un post.

Vecchio stile.

Ultimamente tutto sembra essere tornato alla normalità.
Gli orari assurdi tra casa-scuola-scuola-casa.
Il tempo che sembra essere ancora confuso.
Una giorno piove, un giorno no. Un giorno c’è il sole, un giorno fa freddo, l’altro fa caldo, l’altro inizi ad impazzire anche tu.

Insomma, la pioggia, spesso, mi mette di buon umore.
Parliamoci chiaro, non c’è niente di più bello del guardare la tua serie tv preferita sorseggiando una bevanda calda.
Ha quel sapore di magico.
Di rilassante.
Quasi ti porta via dalla realtà.
Dalla stanchezza che hai addosso.
Dallo stress che ti provoca la scuola o il lavoro.

Sembra banale, ma spesso questi piccoli momenti che ritrai per te, SOLO per te, sono quelli, forse, più belli.
A me piace stare da sola.
Riesco a convivere bene con me stessa.
Credo che nella vita sia giusto condividere le gioie e i dolori con le persone a noi più care, ma è anche giusto dedicare a noi stessi questi piccoli momenti di piacere.
Magari approfittando della pioggia stessa.

Ho sempre visto la pioggia come un’opportunità per conoscersi.
Niente serate programmate, niente di niente.
Ci sei solo tu, un buon film o una serie tv, un buon libro.
Tu.
Il rumore della pioggia.
Le grida delle persone in strada quando qualcuno passa troppo veloce con la macchina.
Ecco, insomma, questo è brutto da dire, ma quanto sono stronzi quelli che stanno in auto e CORRONO ?
Cazzo, voi state all’interno di una macchina, AL RIPARO dalla pioggia, cosa vi costa rallentare un po’ o aspettare che le persone A PIEDI proseguano senza doversi fare una doccia per ogniqualvolta che decidete di accelerare quando vi trovate in una via stretta e immersa d’acqua ?
Bah, non lo capirò mai.
Di sicuro se piovessero ciambelle, questi cari automobilisti, non ne cadrebbe per terra nemmeno una.

Spesso quando piove non ascolto musica.
Può sembrare strano, ma per me il rumore stesso della pioggia è già una musica.
L’ho sempre adorato.
Fin da bambina.
Certo, ricollegandoci al discorso di prima, tranne quando sono per strada e qualche figlio di una buona donna decide di accelerare proprio quando c’è il diluvio universale ed io indosso le mie scarpe preferite.

In una canzone di De André c’è una frase che dice che c’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”, spesso è vero.
La pioggia o la ami, o la odi.

Io la amo e la odio allo stesso tempo.
Sono sempre stata quella che ama l’inverno.
Il più delle volte ho avuto il disapprovo da parte delle persone che ho affianco, perché si sa, la maggior parte ama l’estate.
Ma spiegatemi…cosa c’è di bello nell’estate ?
Il caldo ? Il fatto che pochi minuti dopo aver fatto la doccia hai più caldo di prima ? La gente che ne approfitta per spogliarsi ancora di più ?
NO ! NO ! NO !
Per quanto mi riguarda non c’è nulla di più bello delle felpe, dei plaid, delle coperte, delle canzoncine che si sentono a Natale, eh già…adoro anche quelle, della cioccolata calda, del camino (per chi ne ha uno), delle stufette (quelle le adoro), delle castagne, di un buon brodino con i tortellini.

Ma sono sicura che in inverno niente riscalda più di un abbraccio da parte delle persone care.
Di un parente, di un amico, di un nuovo amore.
Di chi volete voi.

L’estate è divertimento, relax, divertimento, e noia.
L’inverno può essere stressante per chi lavora o studia, ma fidatevi, può essere molto di più.
In estate conosci persone nuove che non rivedrai fino all’anno successivo, in inverno trascorri la maggior parte del tempo con chi c’è sempre stato.

Vabbe…sto andando oltre, diciamo che volevo solo farvi sapere quanto AMO l’inverno.
E a voi piace ?
Se volete, scrivetemi il vostro parere nei commenti.

Grazie per essere arrivati fino a questo punto.

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E per concludere, vi saluto con una canzone che probabilmente mi terrà compagnia per tutto l’inverno.

#nonchiamatelaMich(a)ela !

Come da titolo, “non chiamatela MICHELA !”

Sì, perché tutt’oggi c’è ancora chi sbaglia.
Eppure non è poi così difficile.
Quindi, per chiunque leggerà questo articolo, GUAI a chi sbaglierà ancora a pronunciare il suo nome.

Ma chi è MICAELA ?!
Ve la racconto io, almeno dal mio punto di vista.

Classe ’93. Micaela nasce (tranquilli, Wikipedia non si è impossessata di me) a Melito Porto Salvo (RC) il 25 maggio.
Ultima di tre sorelle, MICAELA (giusto per ricordavi la pronuncia) coltiva la sua passione per la musica alla tenera età di 3 anni.
Partecipa ad importanti concorsi canori che la portano ad avere importanti riconoscimenti anche all’estero.
Infatti grazie alla sua qualità canora, spazia dalla musica leggera tradizionale al gospel & spiritual.
Ma non finisce qua…formazione complessa la sua, si interessa anche, oltre, ovviamente, alla musica, anche all’arte, alla danza e al teatro. Proseguendo allo studio del ballo nelle varie forme artistiche, dalle danze storiche al ballo moderno.
Studia canto moderno e perfezionamento e frequenta vari stage tenuti da importanti professionisti del panorama musicale e artistico nazionale.
Così facendo, vince importanti concorsi nazionali come il Soverato Music Award e il Tour Music Fest 2008, presieduto nientepopodimenoche da Mogol.
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Nello stesso anno partecipa e vince anche al Gran Ballo Viennese Delle Debuttanti, sotto la prestigiosa direzione artistica di Nino Graziano Luca, svoltosi al Teatro Brancaccio di Roma. Vittoria che la porta, insieme al suo compagno di ballo, un cadetto della scuola militare Nunziatella di Napoli, a partecipare di diritto all’evento internazionale del Gran Ballo di Vienna per rappresentare l’Italia.
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Nel 2009 vince il Festival Delle Arti, una manifestazione canora che vede la direzione artistica del cantautore Andrea Mingardi. Successivamente diventa la voce ufficiale di Casa Italia Atletica distinguendosi perfino a Berlino e a Barcellona, prendendo poi parte di uno spettacolo a New York.

Viene notata da Bibi Ballandi che la porta a partecipare alla trasmissione televisiva Ti Lascio Una Canzone.
Edizione fortunata la sua, basti pensare che a debuttare ci furono anche i tre tenorini più famosi del mondo, Il Volo, all’epoca, il Trio.
Ma non finisce qui…nella stessa edizione, c’è anche l’italiano che ha conquistato
X Factor UK,  Andrea Faustini.
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Conclusosi il programma, viene notata da un importante cantautore della musica italiana: Gatto Panceri.
Scrive per lei il brano Da sola sì insieme al musicista e arrangiatore Pat Legato, già arrangiatore dei Simple Minds.
Il suo primo inedito viene passato nelle radio nazionali più seguite.
E gira anche il suo primo videoclip.

Nel 2011 arriva la svolta, il suo brano Fuoco e cenere è tra i 6 finalisti che parteciperanno al Festival di Sanremo nella categoria Giovani.

Il brano si classifica al secondo posto, ma conquista il pubblico tanto da essere il brano più televotato.

Qualche mese dopo esce il suo primo Ep dal titolo Fuoco e cenere.
Il cd contiene 7 tracce, tra cui una piano version di Fuoco e cenere e la cover Una ragione di più.
Dall’album sarà estratto il suo secondo singolo, La mia età.

Nel maggio dello stesso anno fa parte del cast ufficiale del Concerto per la beatificazione di Giovanni Paolo II.

Il 2011 è stato un anno importante per Micaela, tanto da essere notata dal frontman dei Modà, Kekko Silvestre, che scrive per lei il brano Splendida Stupida che viene lanciato il 9 marzo 2012 in tutte le radio nazionali più importanti: tra cui Rtl 102.5, Radio Italia e Rds.

Il brano oggi supera i 3 MILIONI di visualizzazioni su YouTube.

Nello stesso anno prende parte di numerosi appuntamenti estivi, tra cui: il Battiti Live, Summer Music Festival, Radio Bruno Estate, e prende parte anche di un importante concerto benefico tenutosi allo Stadio Olimpico di Torino: Slancio di Vita.
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Ma non finisce qua, prende parte anche del cast di Radio Italia Live, il grande concerto di Radio Italia per i suoi 30 anni, svoltosi in Piazza Duomo a Milano, insieme a tantissimi altri artisti della musica italiana, tra cui: Laura Pausini, Tiziano Ferro, Gianni Morandi, Pino Daniele, Biagio Antonacci, Max Pezzali, J Ax, Negrita, Modà, Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, tutti accompagnati dalla “Sanremo Festival Orchestra” diretta dal Maestro Bruno Santori.

A giugno, invece, si esibisce in occasione del concerto di Rai Uno dedicato a Papa Benedetto XVI.

Quest’anno, invece, ha preso parte del progetto “La Calabria è Talento”, ideato e diretto da Ruggero Pegna per l’Assessorato al Turismo della Regione Calabria ed è ospite, in diretta mondiale su Rai World, della trasmissione Cristianità. Ospitata che ha registrato oltre 70 milioni di telespettatori in tutto il mondo.
Ha ricevuto il Premio Beatrice, presso il Teatro Romano di Verona, per aver partecipato con generosità ad un evento di solidarietà a sostegno degli ammalati di cancro e delle loro famiglie.
Nello stesso mese (giugno, ndr.) ha ottenuto dalla stampa nazionale a L’Aquila un prestigioso riconoscimento: il Premio giornalistico “Sentinella del Creato” per il suo impegno a favore del sociale.

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Presentazioni fatte, ma io come ho conosciuto MICAELA ?!

Ve lo racconto subito…è stato puramente per caso.
Cioè, non proprio.

È il mese di gennaio 2011.
Un pomeriggio mi arriva un messaggio da parte di una mia amica che tutta contenta mi dice che parteciperà al Festival di Sanremo, e alla fine del messaggio mi lascia il link per guardare il video della sua canzone (perché diversamente dai Big, il brano dei Giovani si può ascoltare sul web).
Ascolto il brano e…..NON MI PIACE.
Ovviamente non le dico niente, e faccio la cosa più sbagliata del mondo: le dico che il brano mi piace.
Come direbbe Arisa: Sei FALSA, Ylenia, CAZZO !
Non avrebbe torto.
Ma dopo aver ascoltato il brano, e averlo disprezzato subito dopo, noto che sul sito che mi aveva mandato c’erano anche i brani degli altri ragazzi che partecipavano al Festival, tra cui Micaela.
Leggo un po’ le biografie, e senza sapere il perché, apro il video di Micaela.
MI PIACE.
È stato come se avessi dimenticato quel brano tanto disprezzato pochi minuti prima.
Una magia.
Al primo ascolto ho pensato a mio nonno, non l’ho mai conosciuto, avevo solo due mesi quando è venuto a mancare, e che voi ci crediate o no, ho scoperto che la stessa canzone è dedicata proprio a suo nonno, anche lui scomparso anni prima.
Un altro punto a favore per lei.
Arriva il momento decisivo, o la va o la spacca, è domenica pomeriggio e a Domenica In  stanno per dare i nomi dei finalisti della categoria Giovani al Festival di Sanremo.
Forse è da lì che ho iniziato davvero a fare il tifo per lei, tanto da dimenticare che in gara, già di diritto, c’era la mia “amica”.
Ci siamo…Lorella Cuccarini sta per pronunciare il nome dell’ultimo finalista…è LEI.
Un momento davvero emozionante, basti guardare il video per capirlo.

Ormai è tutto sicuro: adoro quel brano. Adoro lei.

Tutt’oggi ho avuto il piacere di incontrarla solo tre volte.

Qui due foto che ci ritraggono insieme.
Sperando di poterne fare tantissime altre.
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C’è da dire che nei live è strepitosa.
E non lo dico tanto per, basti ascoltarla per credermi.
Spazia da Pino Daniele ad Adele per poi finire coi Coldplay.
E vi giuro, da grande amante dei Coldplay, adoro il modo in cui interpreta The Scientist.
Ma so che nel suo ultimo Micaela Uplugged, accompagnata dal Maestro Franco Dattola, ha aggiunto tantissimi nuovi brani reinterpretati da lei, sicuramente in modo magistrale. Su questo non ne dubito.
Qui possiamo ascoltarla mentre PROVA il brano L’immensità.

Appena potete, vi consiglio di partecipare ad un suo live.
Fidatevi, non ve ne pentirete.

So che a breve partirà per un tour tutto americano.
Ebbene sì, si esibirà a Miami.
Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare la sua pagina ufficiale dove troverete tutte le news al riguardo.

Io credo ancora nella musica italiana.
Nella giovane musica italiana.
Credo nel suo talento.
Credo che, anche senza saperlo, faccia il culo alla maggior parte delle artiste che in Italia, da un giorno all’altro, diventano qualcuno solo perché duettano con tutti.
Credo nell’emozione.
Credo in te, Micaela.
E spero che molti di quelli che leggono il mio blog facciano lo stesso.

Ci tenevo davvero a scrivere questo post.
Perché credo di aver trovato una persona speciale.
E non lo dico tanto per, ma davvero, auguro a chiunque di trovare una persona come lei.
Non ci vediamo spesso, e forse è un bene. Per lei.
No dai, scherzi a parte, ma ogni volta che ci rivediamo, ovvero una volta l’anno, è come se fosse passato solo un giorno.
Credo che non sia importante scrivere di qualcuno solo quando ha un disco, singolo, film o altro in uscita.
Facile metterla così.
Io credo sia giusto condividere e far conoscere la bella musica.
Le belle persone.
Ormai il mondo è pieno di musica orripilante, e persone ancor più orribili.
Il mondo ce li propone ogni giorno.
Purtroppo.

Diciamo che un po’ mi sentivo in debito con lei, perché come già scritto in un precedente post, la sua Fuoco e cenere ha preso, appieno, parte della mia vita.
Un brano così bello, così poetico, una vera preghiera per me, che l’ho tatuato sul mio corpo.
Letteralmente.

Non è facile scrivere degli altri, ma volevo raccontarvela dal mio punto di vista, gli articoli seri e professionali li lascio a chi di dovere.
Nel frattempo, vi lascio con un’esibizione che ho tanto apprezzato.
E che tutt’oggi custodisco nel mio mp3.
Buon ascolto.

Io e quella mia vecchia amica non ci sentiamo dalla fine del Festival, ma grazie per avermi fatto conoscere Micaela.
Grazie davvero.

E in bocca al lupo Mic per il tuo tour americano.

Con affetto,
Ylenia.